WORK DIARY

COSA COMPRARE A «LUI»?
Fino a qualche tempo fa si diceva «andar per compere». Una piccola frase evocativa di pomeriggi trascorsi a passeggiare per le vie del centro cittadino, osservando le vetrine, riflettendo, fermandosi perfino in qualche sala da te per fare il punto sugli acquisti e scambiare quattro chiacchiere con l’immancabile amica.
Ciò che oggi è cambiato nello shopping, insieme all’appellativo, non è solo il concetto ma anche lo spirito con il quale lo si affronta.
Ci sono infatti dei periodi in cui va al di là del puro e semplice rito metropolitano per trasformarsi in una mera e impellente esigenza pratica.
E’ quanto accade puntualmente ad ogni cambio di stagione, quando il desiderio-necessità di rinnovare il guardaroba di ogni componente della famiglia si scontra in primis con il tempo a disposizione che è sempre pochissimo, e spesso anche con il bilancio da far quadrare ad ogni costo e con i gusti differenti di ognuno.
E se per noi stesse alla fine riusciamo a ritagliarci una pausa shopping anche nelle giornate più piene, ciò che immancabilente ci assila e ci tormenta è l’acquisto per «lui».
Padre, amico, fratello, compagno, fidanzato, marito o figlio, il problema, in questi casi è sempre lui, l’uomo, croce e delizia delle nostre spedizioni tra le vie più commerciali della città.
Perchè spesso è impegnatissimo quanto e più di noi ma soprattutto perchè in genere è insofferente, impaziente e probabilmente è affetto anche da una sorta di pudore che gli impedisce di mostrare pubblicamente tentennamenti e incertezze, seppur riguardanti una sciarpa o un semplice paio di calzini.
LA PAROLA ALL’ESPERTA
Per tutte coloro che sono perennemente incerte fra cosa gli serve davvero, cosa potrebbe incuriosirlo e poi piacergli definitivamente, o cosa desidera ma non osa ammettere, abbiamo pensato di rivolgerci a una professionista del settore, ovvero a una che ha trasformato l’acquisto nella sua professione: Annamaria Lamanna, personal shopper e managing director del sito internet www.personalshoppermilano.com
Dopo la laurea in comunicazione allo IULM e una interessante esperienza nel campo del fashion fatta negli Stati Uniti, una decina di anni fa, Annamaria è tornata a Milano ed è diventata una delle prime personal shopper professioniste della città.
Il suo cliccatissimo sito propone diverse formule di shopping, non solo di abbigliamento ma anche di oggettistica, food, e design e parlando con lei abbiamo scoperto quali sono i capi che da soli sono capaci di rinnovare un guardaroba maschile e che da sempre fanno la felicità degli uomini di ogni età. E soprattutto dove andare a comperarli.
Cominciamo dai più piccoli, i nostri ometti capricciosi, irrequieti, ribelli ma sempre deliziosi. Cosa comperiamo per loro?
«Vogliamo qualcosa che oltre ad essere utile sappia anche farli felici? La risposta è sempre e soltanto una: le scarpine nuove! Dagli scarponcini in pelle alle sneakers, fino agli stivaletti di gomma coloratissimi per la pioggia, qualcosa da mettere ai piedi, nuovo di zecca, li porterà immediatamente al settimo cielo».
E dove possiamo trovare le calzature più adatte «for kids»?
«Io, quando si tratta di acquisti per i bambini, oriento sempre la mia clientela verso la grande distribuzione. Non solo per i prezzi più contenuti ma anche per la possibilità di scelta ampia e variegata. I grandi magazzini sono decisamente il luogo più adatto e ormai tutti propongono anche le griffes più note per i più piccoli».
Passiamo ai ragazzi. Adolescente, liceale o universitario, per il giovane maschio metropolitano quale acquisto consiglia?
«Sempre un capospalla. Può essere il solito piumino oppure il giubbotto iper-tecno per andare in moto, ma il capospalla va sempre bene. Perchè è perfetto per praticare l’outdoor ma anche per girovagare da un locale all’altro nelle brumose serate invernali».
L’indirizzo giusto?
«I Navigli e in particolare Ripa Ticinese. Sono lì i negozi giusti per i ragazzi».
Ed eccoci all’uomo maturo. Quello che ama l’eleganza assoluta e sobria, che non si fa notare ma è immediatamente avvertita da chi la sa riconoscere. Il manager, l’industriale, il professore universitario o il libero professionista cosa desiderano di più per il loro guardaroba?
«Senza dubbio il capo principe del guardaroba di un uomo così è la camicia, che deve essere perfetta. Immacolata o in tenui colori pastello, rigorosamente abbinata alla cravatta, ma soprattutto cucita su misura. Anche se siamo abituati a vedere l’industriale o il professionista con la giacca, sappiamo bene che poi, in ufficio o in azienda, questi uomini restano abitualmente in camicia e cravatta ed entrambe devono essere semplicemente impeccabili».
Esiste a Milano un tempio della camicia su misura?
«Lascio piena libertà di scelta a ognuno dei miei clienti, soprattutto per i capi su misura, perchè sono una cosa personalissima e implicano un feeling speciale tra l’artigiano che li confeziona e l’uomo che li deve indossare. Ma se qualcuno mi chiede consiglio, lo porto senza esitazione nelle stesse vie dello shopping elegante al femminile, ovvero Montenapoleone, via Verri e tutto il quadrilatero della moda. In qualunque atelier, lì, non si sbaglia mai».

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